Rinoplastica

per rimodellare la piramide nasale e i suoi componenti interni, al fine di ottenere un beneficio estetico e funzionale.

L’intervento di rinoplastica/rinosettoplastica consente di rimodellare la piramide nasale e i suoi componenti interni, setto e turbinati, al fine di ottenere un beneficio estetico e funzionale. Il naso è costituito essenzialmente da 3 elementi: l’osso che costituisce le ossa nasali proprie e il vomere, la cartilagine che compone cartilagini triangolari, cartilagini alari e lamina quadrangolare del setto ed infine la cute che ricopre il tutto.

In effetti le tecniche chirurgiche sia della “aperta” o della “chiusa”(tecnica da me preferita nel modo più assoluto), prevedono per lo più il rimodellamento delle strutture osteo-cartilaginee mentre la cute viene modificata in rarissimi casi. Tutto questo consente di non vedere cicatrici esterne se non eccezionalmente, si modificano quindi le strutture che nella sostanza rappresentano il “telaio” del naso, riducendo le parti in eccesso quali gibbo, setto, punta ecc. ricomponendo poi il tutto sia attraverso la mobilizzazione delle parti ossee (mediante osteotomie) sia attraverso la ristrutturazione di quelle cartilaginee con suture ed innesti.

L’esecuzione dell’intervento è in anestesia locale con sedazione, ciò consente una netta riduzione del sanguinamento soprattutto del distretto venoso con miglior visione dei particolari da correggere nonché una dimissione dopo 3-4 ore dall’intervento; alla fine dello stesso si posiziona una placchettina di materiale plastico che verrà tenuta per 7 giorni, i tamponi di piccole dimensioni vengono posizionati solo se viene rimaneggiato il setto e vengono rimossi senza gran disturbo per il paziente dopo 5 giorni. Si posizionano degli steri-streep per altri 7 giorni dopo di che si lascia libero il naso. Gonfiore e rigidità della piramide nasale sarà presente per circa 6 mesi pur migliorando giorno per giorno fino al raggiungimento del risultato definitivo.

La rinoplastica e la rinosettoplastica sono degli interventi complessi per la particolarità delle strutture e per le notevoli diversità di reazioni cicatriziali che queste strutture determinano, a tutto ciò si aggiunge anche la variabilità legata ad ogni singolo paziente, che in questo tipo di chirurgia raggiunge gli apici rispetto a tutti gli altri tipi di interventi di chirurgia plastica-estetica. Detto questo non bisogna stupirsi se la percentuale di piccole correzioni chirurgiche a distanza arriva tranquillamente al 18%, del resto rappresentano una ricerca aggiuntiva di armonizzazione, massimo risultato possibile visto che la perfezione è un mito che non esiste in un corpo che nasce ricco di imperfezioni.

  • osteotomie: piccole fratture guidate eseguite dal chirurgo, possono essere basali, mediane, continue o frazionate (ma assolutamente SEMPRE NON dolorose)
  • rinosettoplastica: intervento con correzioni funzionali
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