La tecnica dual plane prevede sostanzialmente il posizionamento di protesi la cui metà superiore sia coperta dal muscolo pettorale.
Per quanto riguarda l’incisione, ci sono due correnti di pensiero: una che prevede un’incisione periareolare, sul bordo inferiore del capezzolo, e l'altra che prevede un'incisione nel solco mammario (fig. 2 e 3 alla pagina mastoplastica additiva. Io, tra i due, preferisco nettamente l'accesso periareolare e vi spiego le motivazioni.
Se noi avessimo condotto questo tipo di intervento attraverso un'incisione al solco mammario inferiore, il risultato estetico sarebbe verosimilmente stato lo stesso. Il problema nasce qualora la paziente richieda in un secondo momento di aumentare il volume delle protesi utilizzate: in questo caso io dovrei rientrare nella tasca peri-protesica attraverso l'incisione precedente e posizionando un paio di protesi di volume maggiore mi ritroverei ad avere uno spostamento del solco mammario inferiore di circa uno o due centimetri. È chiaro che in questo caso la cicatrice non verrebbe più a trovarsi nel neo-solco mammario inferiore ma nella parte centrale inferiore del seno stesso, risultando più visibile rispetto ad una cicatrice periareolare anche più volte incisa. Pertanto, quando ci troviamo di fronte ad una paziente che abbia una areola che ci consente l'intervento con l'accesso periareolare, utilizzare questa tecnica ci permetterà in futuro, qualora richiesto dalla paziente, di eseguire modifiche senza rendere visibile la cicatrice.

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